Tradizione e innovazione tra sogno e realtà: Rubina Rovini per l’Avverasogni


Cucina marchigiana / lunedì, marzo 18th, 2019

Quello tra sogno e realtà è uno dei più bei “forse” della vita.
Quella speranza deliziosa, quel non sapere carico di aspettativa.
Quel domani che nella tua mente è assolutamente perfetto.
Ce lo ha insegnato Eugenia Faini de L’Avverasogni quando abbiamo chiacchierato con lei di matrimonio e amore.
Certamente noi ci occupiamo di gastronomia e si sa che non c’è amore più sincero di quello per il cibo, ma abbiamo trovato tante similitudini tra il nostro campo d’azione e il suo.

Vogliamo parlare dei pensieri che occupano la mente prima di una cena deliziosa?
Quel pensare fitto fitto ad ogni ingrediente, dettaglio, abbinamento?
E la frivolezza nello scegliere persino l’abito ideale per l’ambiente che immaginiamo quando accogliamo chi amiamo nel bistrot chez nous in cui si trasforma casa?
Tutto è lì, nei dettagli sospinti da sentimenti generosi che sono simbolo dell’accoglienza; casa o matrimonio non fa molta differenza.
E questo ce lo ha insegnato proprio Eugenia con il suo fare pragmatico e contemporaneamente “materno” con cui si affaccia alle giovani coppie che vogliono sposarsi.

Quando sabato 16 marzo abbiamo avuto il piacere di conoscere Rubina Rovini, il cerchio dei nostri pensieri si è chiuso definitivamente.
Per l’evento Rubina Rovini: un sogno diventato realtà, la concorrente di Masterchef ha proposto la sua versione del pollo in potacchio: i Potacchio Buns, deliziosi panini ripieni di tutto il sapore delle Marche.
Ci siamo ritrovate a parlare di tradizione e innovazione, tanto in cucina quanto nella vita di tutti i giorni.
Tutti noi nasciamo con un bagaglio di tradizione che ci portiamo avanti più o meno a lungo: sono gli insegnamenti, le regole, le tempistiche stabilite da chi ci indirizza e accompagna piano piano nella vita.
E’ la scuola, le amicizie, l’università, gli sport e gli hobby.
Poi, a un certo punto, decidiamo di scegliere.
C’è chi si sente perfettamente a suo agio nella vita che lo ha accompagnato fino a quel momento e che gli appartiene come un abito sartoriale o una cottura lenta nella pentola in ghisa.
C’è chi invece si sente stretto e strattonato e decide di tagliare, strappare, colorare e cuocere a bassa temperatura.
Ognuno di noi ha uno stile personale che lo identifica, tanto in cucina come nella vita di tutti i giorni.
L’importante è riconoscerlo e farlo proprio, come i sogni e gli ingredienti.

 

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