Rosaria Morganti e la pesca Saturnia: un duetto al femminile


Made in Marche, Mangiare nelle Marche, Produttori, Ristoranti / venerdì, luglio 27th, 2018

La pesca è femmina e su questo non si discute.
Vuoi per il genere che la accomuna alla maggior parte della frutta, vuoi per il suo aspetto sensuale e vellutato che la rende “quella bella della classe”.
Rosaria Morganti è una delle massime espressioni della cucina regionale e, nello specifico, del maceratese e quando si tratta di raccontare la Pesca Saturnia lo fa con un linguaggio chiaro: da donna a donna.

Ecco quindi che tra le due si crea un connubio fatto di complicità, elemento imprescindibile tra donne: la pesca si dona generosa e si adatta a ogni genere di preparazione mentre dal canto suo lo chef dei Due Cigni la tratta come si fa con una figlia prediletta.
Guardare Rosaria Morganti mentre racconta un piatto è un momento carico di pathos e arte: vedi lo sguardo che si allontana e va a cercare nella dispensa mentale il giusto abbinamento; le mani rovistano tra gli ingredienti e creano sintonie meglio di Vivaldi; il sorriso che ne consegue è la conferma che tutto è già impiattato nella sua immaginazione e ha bisogno dell’ultimo tocco.

Inutile quindi dire che è stato un onore poter partecipare a una cena completamente dedicata alla Pesca Saturnia, iniziata con un’insalata di pomodori, Saturnia e paccasassi senza alcun condimento.
La natura, tanto gentile quanto prodiga di perfezione, si eleva in questo piatto per quella che è: difficile riuscire a fare meglio quando la materia prima è impeccabile.
Dovete immaginare il pomodoro al giusto grado di maturazione, simbolo dell’orto tutto, quando in bocca è un esplosione di sapore e incontra la nota armoniosa della pesca. Il finocchio marino è la componente vegetale simile alla brezza che arriva a rinfrescare la pelle dai primi raggi del sole.
La primavera invincibile dopo un lungo inverno e i primi fiori di pesca che spuntano timidi. Ecco, è tutto qui.

Il piatto successivo è fiori di zucca, ricotta e Saturnia accompagnati da gelato alla pesca Saturnia, pomodoro e basilico.
Un po’ comfort food, un po’ adorabile scoperta di un ripieno inatteso.
I fiori di zucca sono un guscio che si arrende senza lottare e diventa complice di un ripieno vellutato al palato; la pesca dona alla ricotta quella dolcezza che sa di miele e che ben si sposa con il formaggio.
Il gelato rinfresca il palato e lo prepara alla portata successiva, senza però privarlo dei brividi ancora sulla lingua.

Frascarelli, gamberi rossi crudi e pesca Saturnia è un delizioso omaggio al maceratese.
Un piatto che rappresenta i ricordi di ogni bambino, reso intrigante dalla polpa cruda del gambero che riprende un po’ le sensazioni palatali della pesca.
I denti affondano nella carne e la bocca si riempie di mare; in lontananza, sempre gentile, la dolcezza del frutto.

Uno dei primi piatti ideati da Rosaria Morganti con la Pesca Saturnia è quello abbinato ai moscioli di Portonovo e brodo di timo.
Un conto è sentirne parlare, un conto è assaggiarlo. Come quando vedi lo Sferisterio di Macerata per la prima volta.

Agnolotti con melanzana, sgombro, Saturnia e zafferano dei Sibillini sembra essere la sinfonia di un agosto ormai alle porte con i suoi sapori rotondi, carichi di un sole quasi ingombrante e di profumi decisi. La pesca è al massimo del suo potenziale, la sua polpa diventa sempre più succosa e si sposa egregiamente con zafferano, pesce e vegetali.

Sedano, rombo, paccasassi e salsa alla pesca Saturnia.
Riuscite a immaginare l’aria che profumo ha dopo un temporale estivo?
Quando sa di salsedine, quando le nuvole sono ancora gonfie di pioggia ma il sole vuole avere la meglio?
Ecco, questo piatto è esattamente così, come la promessa di un’estate che non vuole finire per regalare ancora qualche tramonto vista mare.

Cipolla di Pedaso, pesca, porchetta e succo di sapa e aceto balsamico.
Settembre è arrivato e la manopola del forno inizia a girare verso l’accensione; gli ultimi ingredienti dell’estate si mescolano con le primizie dell’autunno, le cotture si fanno un po’ più lunghe, i maglioni iniziano a farsi largo ma le gambe hanno voglia di rimanere scoperte ancora un po’.
La cipolla di Pedaso ha quel sapore agrodolce delle promesse degli amori estivi, la Pesca Saturnia quella dei baci lungomare carichi di nostalgia.

Purea di pesca, spezie, gelato alla pesca Saturnia
La cena è in dirittura d’arrivo, il vino quasi finito e questo si preannuncia l’ultimo piatto.
La pesca si carica di spezie che rimandano a sapori autunnali che scaldano anima e mani da giornate sempre più fredde, la purea ha la consistenza dei pudding da regalarsi per le colazioni del week end.
Non un addio ma un arrivederci.
Alla prossima fioritura, alla prossima primavera, al prossimo viaggio nel gusto che così tanto rappresenta le fasi della vita della nostra Saturnia.

Momento supporto:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *