Riccardino: l’olio per i bambini di Olive Gregori – Montalto delle Marche (AP)


Made in Marche, Produttori / venerdì, gennaio 12th, 2018

Vi abbiamo già parlato dell’oliva tenera ascolana, uno dei prodotti di punta delle Marche.
Torniamo oggi a parlare di Olive Gregori e di una splendida idea di Stefano, il proprietario: per il secondo compleanno del figlio Riccardo ha pensato di regalargli un olio.
Un regalo speciale e prezioso, elemento imprescindibile nella dieta dei bambini: un blend appositamente creato da lui per il bene del suo bambino.
Non è la cosa più bella che si possa immaginare di ricevere?
Così abbiamo contattato Stefano e abbiamo chiacchierato con lui di olio, alimentazione e infanzia.

Olio per bambini

1) Come nasce il progetto di dedicare un olio ai bambini?
Dedicare un olio ai più piccoli nasce da più spunti e più riflessioni che sono scaturite in me; in primis il concetto di sana alimentazione applicata ai bambini: spesso non sappiamo cosa mangiano e da dove proviene il cibo nelle mense scolastiche, argomento che richiede sensibilizzazione.
In secondo luogo, la nostra azienda si trova un po’ ad un bivio dovuto al fatto che negli ultimi anni siamo cresciuti e ora ci troviamo a dover un po’ ragionare se aumentare la produzione a discapito della qualità o rinunciare a crescere (perché produrre olio di alta qualità e venderlo al giusto prezzo è difficile in quanto il pubblico attento è poco); allora la deduzione è quella che se vogliamo continuare a produrre olio di altissima qualità aumentando anche la quantità l’unico modo è quello di ampliare il nostro bacino di utenti attenti e questi utenti del futuro sono i bambini di oggi che, se iniziano da subito a diventare consapevoli, poi tra 15-20 anni saranno i consumatori preparati del domani (e speriamo che siano molti).
Perciò è un progetto a lunghissimo raggio.

2) Quali sono le caratteristiche del Riccardino?
L’olio bimbo il Riccardino è ottenuto da un blend di rosciola (50%) e ascolana tenera tardiva (50%).
Abbiamo scelto di formulare questo blend poiché la rosciola presenta sentori fruttati di mela verde e banana e l’ascolana quando viene lasciata maturare tende a perdere parte dei suoi polifenoli e dei sentori erbacei e assume sentori di frutti rossi e amarena, quasi dolciastra.
La scelta di queste varietà e dei tempi di maturazione fa sì che l’olio bimbo non abbia un numero elevato di polifenoli, elementi antiossidanti più importanti per gli anziani, che conferiscono amaro e piccantezza all’olio, ma mantenga un alto rapporto di acidi grassi polinsaturi, come omega 3 ed omega 6, fondamentali per lo sviluppo, soprattutto celebrale dei bambini.
Il packaging è povero e abbiamo abbandonato il prezioso acciaio inox preferendo l’economica latta per un concetto molto semplice, nei bambini non ci sono classi sociali divise per ceto, sono tutti uguali e tutti i bambini devono potersi permettere di acquistare l’olio bimbo senza dover pagare troppo per l’imballo, l’importante è la sostanza che va usata quotidianamente (non è un olio per le grandi occasioni).

3) Cosa ama e cosa odia Riccardo nella sua alimentazione?
Riccardo è un bambino con i gusti di un anziano: ovviamente è una battuta per dire che è un bambino con il quale non facciamo fatica nell’alimentazione, gli facciamo assaggiare di tutto, è una buona forchetta, ama ovviamente il pane con l’olio ma anche la frutta, (mandarini ciliegie e uva) e i dolci.
Io e la mamma lo portiamo con noi anche in ristoranti stellati, ci da molta soddisfazione.
Il suo piatto preferito fatto in casa è la minestra di stracciatella della nonna Mimina e il suo piatto gourmet preferito è il tortellino ripieno di parmigiano liquido di Moreno Cedroni.
Se c’è qualcosa che non ama mangiare forse è il carciofo (per ora).

4) Con cosa lo abbini nella dieta di tuo figlio? Quali sono le cose importanti che speri rimangano nella memoria di un Riccardo adulto?
L’olio bimbo è un olio che va bene per qualsiasi utilizzo, in genere cerco di abbinarlo ai cibi meno saporiti in modo che li apprezzi di più come il pesce lesso, la sogliola, e le verdure.
Spero che Riccardo nel crescere riesca a formare il suo palato che deve avere le radici nel nostro territorio e nella cucina casalinga marchigiana: è così variegata da permettergli di per poter imparare, senza essere condizionato, quello che gli verrà proposto nel piatto quando sarà grande.
Sembra scontato ma a volte ci vengono proposti piatti con nomi altisonanti e ingredienti “esotici” per non dire “esoterici” che magari il nostro palato non apprezza ma noi diciamo “si è buono” anche se in realtà non lo è.

5) Parliamo del tuo primo ricordo gastronomico? Qual era?
I miei ricordi gastronomici da bambino sono molti, potrei citarne di belli e di brutti.
Il più brutto è sempre stato l’odore dei salami  appena fatti durante la salata del maiale che ero costretto a trasportare e appendere in soffitta.
Il più bello è sicuramente legato all’estate e al forno a legna che avevamo nell’aia perché vissuto all’aria aperta, e i fichi appena sfornati che rubavo a mia nonna, con il succo che si caramellava sulla teglia.

 

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