Ostra Vetere (AN) – Cibo, musica, storia


Guida alle Marche, Made in Marche, Mangiare nelle Marche, Produttori, Provincia di ANCONA, Ristoranti / domenica, aprile 1st, 2018

Nel Marchesato Ostra Vetere rappresenta la terra di confine con i terreni di Letizia, la strada che profuma ancora del mare di Senigallia ma si fa arrendevole e gentile e soprattutto la terra da cui nasce il Verdicchio di Bucci.
Inutile quindi dire che quando siamo state invitate dal Comune di Ostra Vetere al blogtour “Il ritorno del Traiano“, eravamo felici come bambine in gita.
Ci piaceva l’idea di dedicare una giornata intera alla scoperta del territorio tra cibo, musica e cultura e condividere questa esperienza con altri appassionati delle Marche e della comunicazione fresca e competente che la nostra regione merita.
Ecco il giro che abbiamo fatto e che vi consigliamo per le prime scampagnate di primavera.

1 tappa: Azienda agricola Bucci

Tra tutte le fotografie che abbiamo fatto in giro per la cantina questa è quella che maggiormente rappresenta la filosofia di Ampelio Bucci e che abbiamo colto nelle parole di Gabriele Tanfani, l’amministratore che ci ha accompagnato nella nostra prima tappa del tour: uno spaccato di profondo amore per la terra, per l’operosità rispettosa e per la memoria contadina che è sempre e comunque la base da cui partire.
Pochi fronzoli, solo vino sincero.

Un vino che abbiamo assaporato calice dopo calice partendo dal Bucci, un Verdicchio Classico Superiore del 2016, e arrivando al Pongelli, un Rosso Piceno DOC beverino e ruffiano, capace ammaliatore a cui è difficile resistere.
Non si può, nuovamente, non citare Letizia che, in un articolo precedente diceva, parlando di Ampelio Bucci:

…E’ un uomo concreto, dal raffinato intelletto, sapientemente accompagnato dalla robustezza di carattere e dal buon senso mezzadrile. E’ il prodotto delle sue origini e delle sue scelte, è la rappresentazione delle strade percorse, come ognuno di noi. A differenza del fatto che, una delle strade da lui percorse, ha creato uno dei prodotti più fieri e premiati dell’entroterra marchigiano.

Insomma, se Ostra Vetere fosse un vino, non potrebbe che essere un calice di Bucci, nella sua bellezza discreta e genuina, nei modi affabili e nel fascino irresistibile: come una donna che diventa sempre più bella con il passare del tempo.

2 tappa: l’Osteria La Buccia e la House Concert Hall di Palazzo Brunacci

Diletta e la mamma, proprietarie de La Buccia ci hanno accolte nella loro osteria come amiche che aprono la porta di casa.
L’ambiente è caldo e ospitale e la proposta gastronomica, particolarmente ricercata nella materia prima, invita alla condivisione, alla convivialità e alle chiacchiere mentre si assaporano formaggi e salumi tipici delle Marche.
E’ quel luogo in cui il tempo si ferma pigro, quello dei pranzi di famiglia ma anche del calice con gli amici prima di cena.
Un locale adatto ad ogni occasione, ad ogni coccola, ad ogni persona.

Dopo un pranzo delizioso bisogna ripartire con gentilezza perché la pigrizia solitamente vuole stabilire i tempi di ripresa.
Ottima quindi la conoscenza di Federico Mondelci e la visita alla House Concert Hall di Palazzo Brunacci, un modo soffice per ripartire alla scoperta di Ostra Vetere e delle sue perle nascoste.
Se gli impegni come direttore d’orchestra e solista di fama internazionale lo tengono impegnato in giro per il mondo, la concert hall di Palazzo Brunacci è il suo buen retiro per tornare ai ritmi marchigiani e circondarsi di bellezza.
E’ coinvolgente sentirlo raccontare della sua carriera, dell’amore per la musica che lo ha portato a studiare al Conservatorio “Rossini” di Pesaro e vederlo sfiorare il sassofono come si fa con la pelle di un grande amore.
Curiosate su Youtube per scoprire un po’ di più di questo talento marchigiano.

3 tappa: il ritorno del Traiano

La giornata si è conclusa con il grande atteso Traiano, copia della statua presente al Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra e dalla storia decisamente particolare.
Nel 1840 un contadino intento ad arare trovò la statua nelle sue terre in zona Muracce.
Ovviamente non ci mise molto a venderla.
Il Prof. Spadoni, direttore amministrativo dell’Ospedale Forlanini di Roma, da sempre innamorato delle Marche (e meta delle sue vacanze), durante una visita al museo di Ginevra si accorse della provenienza marchigiana della statua e contattò l’allor sindaco Fiorani.
Da quel momento iniziarono viaggi verso la città di Ginevra per studiare la statua e cercare di creare un calco che, solo ora dopo quarant’anni è riuscito a vedere la luce.

Siamo sincere, se non vi dicessero che è una copia, non ve ne accorgereste tanto è perfetta nei dettagli.
Siamo rimaste molto affascinate dalla spiegazione del Dott. Napoli sulla realizzazione della statua e dalla tenacia del Comune di Ostra Vetere che fortemente ha voluto che questo progetto fosse portato a termine.
Ora è a casa finalmente, insieme ad altre meraviglie che potete trovare al Polo Museale della Terra di Montenovo.

Quindi alla prossima occasione impostate il navigatore verso Ostra Vetere, lasciatevi avvolgere dai panorami mozzafiato che la strada sarà in grado di regalarvi e poi godetevi questo piccolo gioiellino dell’anconetano.
Tornerete a casa completamente sazi e inebriati: di Verdicchio, di bellezza, di cultura.

Momento supporto:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *