L’unione fa le Marche: Pasta Latini, Euromar e il Mercato della Terra


L'unione fa le Marche, Made in Marche, Produttori / mercoledì, gennaio 23rd, 2019

La tavola di dicembre, nella seconda serata de L’Unione fa le Marche, si è dipinta del blu dell’Adriatico, del giallo dei campi di grano e del verde delle coltivazioni.
Abbiamo imparato tanto grazie ai produttori ospiti che ci hanno raccontato la loro storia, carica di tradizione, audacia e sogni per un futuro più responsabile.
Abbiamo scoperto la tenacia di Carla Latini, che ha proseguito il lavoro del suocero, l’amore profondo di Silvano Pietro Carso per il mare e i suoi inestimabili tesori, e il progetto di Silvia Tarulli per una spesa quotidiana sempre più sana, buona e giusta.
Belle persone e belle realtà che elevano il nostro progetto a qualcosa più di “semplici cene gourmet”.

La pasta di Carla Latini

Cosa ci insegna Carla Latini?
Che la tradizione è qualcosa da cullare con gentilezza e portare avanti con determinazione.
E’ l’inizio degli anni 80 quando Carla decide di vivere a contatto con la terra e accoglierla come alleata. Nel 1990 nasce la Pasta Latini dalla costola dell’azienda del suocero, fattore da generazioni.
Dove c’erano semplici coltivazioni, lei e il marito ci videro altro; non più semplice grano duro atto a far riposare il terreno e garantire ortaggi biologici di qualità ma un potenziale per una pasta di altrettanto valore.
La conoscenza con Cesare Maliani, genetista di Recanati e coltivatore sperimentale, fu il tassello per dare il via alla coltivazione dell’eccellenza, grani ideali per una nuova tipologia di pasta ben diversa da quella industriale, alternativa predominante sul mercato.
Ascoltarla mentre si racconta è un piacere sublime fatto di dolcezza, brividi e cultura, elementi che si ritrovano già dal primo boccone degli strozzapreti proposti da Nikita Sergeev, così corposi e rustici che ben abbracciano quel mix di mare e terra che lo chef ha pensato per questa portata.

Euromar e il mare che ci piace

Le alici di Euromar sono quelle che sogniamo da una vita e che sono quasi impossibili da trovare; le migliori acciughe vengono selezionate poi messe sotto sale e conservate come appena pescate con una marinatura che non prevede conservanti.
Lo sappiamo che sembra un modo di dire ma siamo assolutamente convinte che sia bastato anche a voi aprire il vasetto omaggio della serata per rendervi conto da soli della differenza.
Le alici sembrano sfilettate un attimo prima, la polpa è saporita, profumata dell’aroma tipico del mare e dalla consistenza robusta.
Al primo morso si dimentica immediatamente quella poltiglia salatissima che viene venduta solitamente: i denti affondano nella carne tenera dell’acciuga che pone una leggera resistenza per poi arrendersi e sprigionare il suo sapore come un’onda improvvisa in bocca.
Qualsiasi preparazione è perfetta per esaltarne il sapore; dalla semplice fetta di pane tostato e burro a piatti più complessi, come quello proposto da Simone Ventresca.

Il Mercato della terra di Civitanova Marche

E’ la volta di Silvia Tarulli, invitata a parlare da Rosaria Morganti del bel progetto “Il Mercato della Terra di Civitanova Marche” nato a dicembre e presente il primo sabato del mese al Lido Cluana.
Una bella rete di produttori e contadini che, accanto al famoso Mercato del sabato della città, invita a una spesa consapevole, fatta di prodotti sostenibili, degni rappresentanti del territorio e con una storia corale da raccontare.
E’ bello immaginare tra i passanti anche ristoratori intenti a chiacchierare con questi piccoli artigiani del gusto prima di tornare in cucina e trasformare la materia prima in sogni per il palato.
I produttori cambiano mensilmente, motivo in più per rendere questa occasione un piacevole incontro a cadenza costante per sposare l’acquisto buono, con prodotti di stagione, pulito per l’ambiente e giusto per la società.
Il Mercato della Terra vuole essere un grande contenitore in cui l’acquisto si può abbinare a laboratori del gusto per bambini e adulti ma anche showcooking e cene degustazioni con l’obiettivo di avvicinare la popolazione alla storia dei produttori e diffondere la cultura come elemento imprescindibile di ogni tavola.

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