L’Unione fa le Marche: Moncaro e San Michele a Ripa


L'unione fa le Marche, Made in Marche, Produttori / domenica, gennaio 13th, 2019

Ogni tipologia di vino si abbina perfettamente a una donna o un uomo, ne siamo certe; c’è quella frizzante e sbarazzina, quella intensa e misteriosa, c’è l’uomo d’altri tempi o l’eterno Peter Pan.
Così, per raccontarvi i vini partner della prima serata ci affideremo alle similitudini tra vino e persone.
Sapreste riconoscervi in qualche calice?

MONCARO: MADREPERLA E TORDIRUTA

Ad aprire le danze il 30 novembre è stata la cantina Moncaro di Montecarotto.

Si sente espressione della cultura delle Marche e ne rappresenta il cuore. Come altre realtà di questa terra, ha il forte desidero e la voglia di svelarne finalmente le bellezze e la bontà dei suoi prodotti facendo qualità e servizio, con personalità e stile. Parlare la lingua del mondo globale senza paura grazie al fatto di essere indissolubilmente legati alla proprie radici.

Il  Madreperla si può ben identificare con una donna nel massimo del suo splendore, della sua conoscenza e curiosità, date da un percorso concluso vittoriosamente tra le sfide quotidiane.
E’ una donna dalla mente frizzante, dai gusti raffinati ed esigenti, abituata alla bellezza in ogni sua forma.
Ma è quella donna che contemporaneamente sa disarmarti con la sua semplicità, con la sua imprevedibilità e con quel profumo che sa di casa, di buono.
Una Anita Ekberg ripresa da Federico Fellini nella “Dolce Vita”.

Se l’apertura è stata spumeggiante, il sipario è calato a suon di passito di Verdicchio: il Tordiruta è l’emblema della donna marchigiana che, invecchiando, diventa sempre più bella e ha sempre più da dire.
La guardi e racconta un territorio, sai perfettamente che è una bellezza del Centro Italia.
Ha dalla sua la morbidezza, l’equilibrio e l’armonia.
Il profumo che lascia al suo incedere è complesso, dolce ma non stucchevole, e ti resta impigliato tra i ricordi.
Una Virna Lisi dei vini, ne siamo certe.
E rubando nuovamente le parole a Moncaro stesso:

” Non sprecatelo sui dolcetti della pasticceria sotto casa. Il Tordiruta ha stoffa e merita attenzioni maggiori”

Un insegnamento che dovremmo fare nostro un po’ più spesso.

SAN MICHELE A RIPA: FALCHETTI E PALMENTO

L’animo piceno della cantina San Michele a Ripa si è espresso egregiamente presentandosi con un Falchetti, Offida Pecorino del 2017.
Se fosse un uomo sarebbe quello dei sogni.
Un uomo da jeans e camicia, che profuma di mare ma con lo sguardo rivolto alle colline.
Giovane ma con un vissuto alle spalle che lo rende speciale. Coraggioso. Raro.
Lo immaginiamo nell’aroma della primavera che inizia, davanti a una cena di pesce, nella leggerezza felice che sa donare un buon bicchiere e una compagnia piacevole.
Con il trascorrere del tempo, con una conoscenza più approfondita, avrai il desiderio che quella compagnia non sia fugace, ma persistente e duratura.
Nella speranza di un nuovo incontro di certo speciale.

Palmento invece, Montepulciano in purezza, è un uomo sincero, schietto, senza fronzoli.
Di poche parole ma di grandissima intensità.
E’ fatto di silenzi, di lunghe passeggiate nell’aria frizzante dell’autunno.
E’ un sorriso di sottecchi, sfuggito da quella crepa da cui si intravede l’anima.
E l’anima sa di frutti rossi maturi e fragranti.
E ha il sapore dei baci all’improvviso sotto il portone di casa.

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