LOCALE: semplicemente sostenibile a Recanati


Mangiare nelle Marche, Provincia di MACERATA, Ristoranti / sabato, agosto 10th, 2019

Amo quei ristoranti che sembrano appartenere a un luogo perché, prima di tutto, lo rappresentano.
Non riesci a immaginarli in una città diversa perché lì hanno trovato il loro habitat d’eccellenza.
Nella mia mente Recanati è quel posto in cui perdermi senza una meta, inseguendo un profumo, una suggestione o, perché no, le parole di Leopardi.
La prima volta che sono stata nella città di “Jack da Recanati” come amo chiamarlo, ho girato proprio così, lasciandomi guidare dalle sue suggestioni; ho sbirciato dalla sua finestra immaginando con i suoi occhi quel mondo che lo stringeva come un maglione infeltrito, ho respirato l’aria pura del mattino dal colle che gli ispirò l’Infinito, o zigzagato viuzza dopo viuzza godendomi un borgo soffice e cortese.

Così, dal primo passo all’interno del Locale- Food & Drink dalle Marche, ho trovato la medesima sofficità e discrezione del borgo marchigiano.
Pietra, legno e colori naturali invitano al relax e al benessere prima ancora che lo faccia il cibo.
L’obiettivo di Chiara Canale e Luca Tornatola è proporre una cucina sana, equilibrata e piacevole a vista e palato.
Gli anni trascorsi dietro il bancone di Biopiù (a Recanati, Osimo e Castelfidardo) hanno permesso ai ragazzi di creare un’accurata selezione di produttori e materie prime che vanno al di là del concetto di biologico e che si proiettano verso una sostenibilità prolungata a favore del pianeta.
Biologico e costoso sono fin troppo spesso incastrati nella stessa frase, retaggio di un marketing che fa credere che ciò che costa di più “faccia meglio alla salute”. Niente di più sbagliato, soprattutto a tavola.

La parte difficile del nostro lavoro è riuscire a far comprendere che le cose buone devono e possono avere un prezzo onesto se si sa dove acquistarle.
Lo stesso discorso si può allargare alla ristorazione: in tanti credono che un ristorante che propone cucina vegana e biologica costi un occhio della testa.
Il nostro desiderio è, attraverso i piatti che proponiamo, far passare un concetto di benessere a 360 gradi: dalla materia prima selezionata al sapore intrigante di ogni piatto.
Uscire a cena è un’esperienza completa e preziosa che può far sposare gusto e salute in un matrimonio più che riuscito!”

Mi siedo al tavolo dopo un aperitivo e due chiacchiere al bancone con i ragazzi; la proposta dei vini è davvero incredibile e spazia da piccole chicche marchigiane (abbiamo aperto le danze con il nostro adorato Peruzzi) a grandiosi champagne di tutto rispetto.
Se l’abitudine è invece quella di attendere l’ora della cena con un cocktail il mio consiglio cade sul Negroni Style (con quel twist in più che è l’Amaro dell’Erborista) o su un Mucciaparty ossia un mojito di rivisitazione marchigiana con Varnelli, orzata, lime e menta.
Il bonus in più è quello di aver trovato tutto a favore del pianeta: niente plastica, nemmeno nella cannuccia che era di vetro!!

Quando il teatro del gusto ha scostato le tende ho trovato lo chef Stefano Orsili in grande forma per una performance davvero elegante sulla mia richiesta del menù vegano.
Due i motivi che mi hanno spinto a “bandire” carne e pesce dal tavolo (comunque presenti in carta con menù dedicati): intanto perché l’estate richiama leggerezza. Non sono una che perde l’appetito con il caldo, ci mancherebbe altro, ma nella stagione in cui le verdure sono al massimo del sapore ogni motivo è buono per portarle in tavola.
Poi la mossa un pochino “carogna” mi ha fatto scegliere l’opzione veg per valutare sul campo la reale fantasia e stile dello chef.


Partire con una insalatina di barbabietola e rose, in cui l’audace croccantezza della chips rimanda immediatamente alle foglie della rapa rossa su cui è adagiata, ancora gonfie di rugiada. La natura sa essere a tal punto perfetta e femminile che ha solo bisogno del giusto impiattamento.
Poi sorvolare il Mediterraneo con le quenelle di ceci e prezzemolo accompagnate da una maionese alla paprika dolce, da mangiare con le mani lasciando affondare i denti nella scioglievolezza più pura, per finire in quello che è stato il piatto più riuscito della serata: il polpettone di quinoa, patate e verdure grigliate, rincuorante, avvolgente e profumato di casa (l’orgoglio delle future nonne vegane).

Una bella partenza per un ristorante giovane che ben si presta a svariate occasioni, dalla cena con amici a un più intimo duetto romantico, grazie anche a una bella sala dinamica e preparata.
Io mi sono concessa una chiacchierata tra donne con Daniela.
Se avete voglia di conoscere i ragazzi di Locale – Food & Drink dalle Marche potete farlo anche attraverso i diversi eventi che li vedono protagonisti.
Il prossimo? Il grande aperitivo di fine estate di Errico Recanati!

 

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2 Replies to “LOCALE: semplicemente sostenibile a Recanati”

    1. Ciao Chiara, non siamo un ristorante ma proponiamo ricette della tradizione marchigiana riviste in chiave moderna (in leggerezza e presentazione). Curiosa tra le nostre ricette e, se ti va, cercheremo di darti una variante gluten free

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