L’aperitivo, o l’arte di fermare il tempo nelle Marche


Antipasti, Cucina marchigiana / lunedì, ottobre 1st, 2018

Quando l’orologio tocca le 18 la porta di casa finalmente si apre e la giornata finisce.
Levo le scarpe senza slacciarle, quasi con fretta; disarrotolo la sciarpa e la abbandono distrattamente sul divano.
Le finestre sono ancora aperte e l’aria fresca di fine giornata scosta gentilmente le tende, portando profumi misti di foglie e case degli altri.
Accendo Spotify e cerco qualcosa che crei subito atmosfera: Frank Sinatra, Otis Redding, Solomon Burke.
Poi vado in cucina.

Ora che ottobre è arrivato si ha il desiderio di calore, di focolaio.
Se l’estate porta con sé la gioia frizzante delle ore dilatate e infinite, l’autunno invita a un tempo più lento e intimistico.
E’ la stagione perfetta per gli inviti a casa, quelli easy, cozy, lazy come ci piace chiamarli nel marchesato: qualcosa di imbastito velocemente su un tagliere, una bottiglia di rosso aperta, le chiacchiere intanto che l’acqua inizia a sobbollire.
Gli ingredienti devono essere semplici, veloci e accessibili; qualcosa da recuperare sulla via di casa dopo aver letto l’ultimo messaggio WhatsApp degli amici che hai invitato senza troppi formalismi: un formaggio e qualche fetta di ciauscolo o lonzino, ad esempio.

La cosa bella delle Marche è proprio questa: la genuinità.
Sia che si parli di un calice di vino in piazza con gli amici o di una riunione un po’ più formale, siamo certe; la nostra regione è in grado di creare subito quel clima rilassato e conviviale che fa stare bene.
Basta davvero poco per rendere un momento quotidiano un piccolo trionfo del gusto.
Ecco che, quando TreValli ci ha invitate a creare una ricetta con le loro caciotte alle olive e al tartufo, abbiamo pensato proprio a una situazione come quella appena raccontata: ricette che non hanno bisogno di nulla se non di essere semplicemente imbastite.

La prima è un semplice abbinamento perché è buona così, al naturale.
Prendi la tua caciotta preferita, toglila un’oretta prima dal frigorifero per portarla alla temperatura ideale e affettala su un tagliere abbinandola a pere, miele, frutta secca o composte di pomodoro, cipolla o fichi.


Oppure accendi il forno a 180 gradi e, intanto che va in temperatura e ti godi un sorso di rosso, trita sottilmente lo scalogno (considera 2 per 4/6 persone) e saltalo in una padella antiaderente con un filo d’olio per un paio di minuti.
Aggiungi un cucchiaio raso di zucchero e un paio di cucchiai di sapa. Prosegui la cottura per pochissimi minuti, 5 al massimo, giusto il tempo di far caramellizzare gli scalogni e dar loro quel profumo agrodolce.
Taglia a fettine sottili del pane, deposita sopra un pochino di scalogno caramellato e una bella grattugiata di caciotta alle olive. Passa in forno per pochi minuti, il tempo di far sciogliere il formaggio, e servi.


L’ultima idea è invece una tartelletta con pere, noci e caciotta al tartufo.
Con l’aiuto di un tagliabiscotti crea un disco di pasta sfoglia e fodera uno stampo per tartelletta precedentemente imburrato (va bene anche lo stampo per muffin).
Bucherella il fondo con i rebbi della forchetta, aggiungi qualche fettina sottile di pera e gherigli di noce spezzettati grossolanamente.
Grattugia la caciotta al tartufo e inforna per una decina di minuti abbondanti, il tempo di far cuocere la pasta sfoglia e sciogliere il formaggio.
A piacere aggiungi una macinata di pepe bianco in superficie.

Ora siamo curiose.
Qual è il tuo momento fermatempo preferito?

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