Anguì A miglio zero – Ancona


Mangiare nelle Marche, street food / venerdì, dicembre 22nd, 2017

Arrivare ad Ancona significa arrivare al porto; sì, pure se arrivi in treno perché finchè il porto non finisce, Ancona non inizia.
E’ il primo segno che ti convince dell’esistenza di una qualche architettura in città, dopo la passeggiata nel quartiere Archi.
Porta Pia.
La Mole Vanvitelliana.
Poi, finalmente eccola, arroccata e in disparte che si affaccia timida e ti sorride con il suo incantevole centro storico.
Ma sono sicura che il porto sarebbe la carta con cui la città si giocherebbe il tutto e per tutto in una sfida a poker tra gentiluomini.
Perché è un luogo vivo e decisamente fruibile, vuoi per una corsa la domenica mattina, vuoi per i diversi locale che, proprio al porto, sorgono da più o meno tempo.

Da un anno, tra i vari punti di ristorazione, spalleggia come un bimbo entusiasta ANGUI’, nato dal sogno di Andrea Brazzini e Guido Capozucca in quella che precedentemente era un’edicola.
Un angolino dedicato allo street food e al cibo da asporto a miglio zero.
Incuriosite dal termine, raramente utilizzato per sottolineare la sostenibilità della pesca e dei prodotti ittici, siamo andate a fare due chiacchiere con i ragazzi di Anguì che ci hanno raccontato come è nato il loro progetto.

Intanto il nome: Anguì è l’acronimo di Andrea e Guido, amici da sempre e soci dalla scorsa estate.
Si sono conosciuti da ragazzini, proprio andando in barca insieme e condividendo questa grande passione per il mare.
Poi Andrea ha iniziato a lavorare in banca mentre Guido ha proseguito il lavoro sul peschereccio di famiglia: il “Maro Grosso” che, in dialetto civitanovese, significa mare mosso.

Certo, i sogni iniziano sempre con un “Pensa se..” ma capita che, correndo per il porto con tua moglie, il destino ti metta davanti un locale sfitto di proprietà delle ferrovie.
Basterebbe vincere il bando..” ti dici.
E poi ti ritrovi con il Maro Grosso che è il tuo fornitore di fiducia, che fa pesca a strascico portando a casa prevalentemente sgombri, seppie, calamari, mazzancolle.
Proprio questa è la filosofia di Anguì: proporre nel localino vista porto il pesce pescato da Guido la notte precedente.
A miglio zero.
Come funziona?
Il peschereccio va in mare, ogni notte intorno alle 2 torna in porto a scaricare le cassette del pescato che vengono portate al mercato ittico all’asta.

Il porto è diventato una sorta di lungomare per Ancona, uno spazio dove passeggiare e con un progetto water front basato sull’idea di eliminare le barriere e accogliere i turisti in città anche attraverso i prodotti tipici del mare e i pesci meno conosciuti o poveri come i moli che fanno parte della classica frittura di paranza.
Oltre allo street food la proposta gastronomica passa anche attraverso burger di pesce e piatti della tradizione studiati insieme allo staff da Massimo Bomprezzi.
Insomma non avete che l’imbarazzo della scelta.

L’estate ha portato una mole di lavoro intensa e soddisfacente ma il mare non si ferma, forse si placa ma non è mai immobile; ecco perchè per l’autunno l’idea è quella di puntare sull’asporto e, per quanto possibile, provare con la consegna a domicilio nella zona centro, nell’attesa della bella stagione.
Ma ora, fino a quando l’autunno regalerà  giornate calde e accoglienti, saprete dove fermarvi nella visita della parte marittima di Ancona.
Dalla Mole all’Arco di Traiano, una pausa ve la meriterete di sicuro!

 

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